Castel San Vincenzo

Comune Castel san Vincenzo

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Comune di Castel San Vincenzo

Piccolissimo centro medievale, con meno di 600 abitanti, ai piedi delle Mainarde, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

E’ qui che sorgeva l’antico monastero benedettino di San Vincenzo al Volturno, uno dei più importanti del medioevo.
Visitando l’area archeologica si potranno ammirare in particolare gli affreschi della Cripta di Epifanio, tra i più importanti esempi di pittura altomedievale europea.Da vedere nel centro storico la duecentesca Fontana Fraterna, eretta in piazza Celestino V, nato proprio in questa città e realizzata recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani; la chiesa di San Francesco, con un bellissimo portale romanico, e quella di Santa Maria Assunta.Tracce del Settecento e dell’Ottocento si ritrovano nel campanile della chiesa di Santa Chiara, di tipico gusto napoletano per la merlatura in mattoni disposti a spina di pesce, nel pronao neoclassico della Cattedrale e nel cortile del palazzo municipale.

Monastero San Vincenzo al Volturno. Molte notizie sul complesso monastico si ricavano dal Chronicon Vulturnense, un codice miniato conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, secondo cui il monastero venne fondato da tre nobili beneventani, Paldo, Taso e Tato tra il VII e l’VIII secolo.Successivamente Carlo Magno nel 787 concesse al monastero particolari privilegi, equiparandolo per importanza alle più note abbazie europee.Il IX secolo è quello della massima espansione, ma anche della crisi.Nella prima metà del secolo infatti l’area ospitava circa 350 monaci, dieci sono le chiese e molte sono le proprietà terriere sparse in tutta l’Italia centro-meridionale.Poi però, prima il terremoto dell’860, poi il saccheggio da parte di un gruppo di Arabi, al servizio del duca-vescovo di Napoli Atanasio II, causarono la rovina.Dopo secoli in cui i monaci dovettero assistere allo sfaldamento progressivo delle proprietà monastiche, nel 1699 l’area passò definitivamente sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Montecassino.La visita dell’area ha inizio attraversando il ponte della Zingara sul fiume Volturno.Di fronte i resti della Chiesa Nord, con sullo sfondo l’ingresso alla Cripta di Epifanio.La cripta ha una forma a croce greca, è coperta da una volta a botte ed è decorata da un bellissimo ciclo di affreschi, tra i più importanti della pittura altomedievale europea.Attraversando quella che doveva essere una corte porticata con giardino, si raggiunge il refertorio, con lo splendido pavimento in laterizi, molto ben conservato.Alle sue spalle un altro ambiente, chiamato Sala dei Profeti, per via del ciclo pittorico che raffigura dei personaggi in piedi e disposti in fila, rappresentanti i dodici profeti.Completano questa area una struttura poligonale ritenuta un lavabo collettivo dei monaci e gli spazi delle cucine.Poco più in là è possibile vedere il complesso della basilica di San Vincenzo Maggiore, che, oltre alla basilica, comprende i resti di una serie di officine e la Cappella di Santa Restituta.Da vedere in particolare le decorazioni pittoriche della Cripta di Giosuè.La visita termina presso il complesso dell’Abbazia Nuova, risalente al XII secolo, ma interamente ricostruito dopo i bombardamenti della II Guerra Mondiale.

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Sito Archeologico

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L’Eremo di San Michele a Foce

L’eremo di San Michele a Foce è un piccolo edificio situato nel monte San Michele, vicino Castel San Vincenzo, in provincia di Isernia. L’eremo è raggiungibile solo a piedi percorrendo un sentiero che si arrampica sulla parete della montagna. Si ritiene che fu costruito in epoca medievale; si compone di due ambienti, uno inferiore, completamente spoglio, e uno superiore, all’interno del quale si trova un altare votivo, dedicato all’arcangelo Michele. All’esterno, a fianco dell’ingresso della stanza dedicata al culto, è affissa una campana; dalla terrazza antistante si apre il panorama sulla valle, dove si scorge il bacino artificiale del lago di San Vincenzo e le montagne circostanti.

Castel San Vincenzo Eremo
Eremo di San Michele a Foce

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Il sentiero all’Eremo

Il Lago

Il lago di Castel San Vincenzo è un invaso artificiale realizzato sul finire degli anni Cinquanta per scopi idroelettrici. Il lago occupa una superficie di 6,140 km² ed ha una capacità utile di 10 milioni di metri cubi. Le acque che alimentano il lago provengono principalmente dai torrenti della Montagna Spaccata nei vicini comuni di Alfedena e Barrea. Le acque di questi torrenti alimentano le centrali Enel di Pizzone, di Rocchetta a Volturno e di Colli a Volturno. Seppure artificiale, il lago è ben armonizzato con il paesaggio circostante di montagne e boschi. La fauna acquatica è costituita in prevalenza da salmonidi. In prossimità del lago, dove è possibile dedicarsi alla pesca e ad altri sport d’acqua, sono presenti un’area attrezzata per il camping e un maneggio.castel san vincenzo Lago

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